Il Bosco del Fauno, a Pietraroja, non è un luogo da visitare: è un’esperienza da ascoltare, da toccare, da sentire.

È nato dal sogno di Alessio, che da ragazzino — tornato da scuola — scendeva nella terra di famiglia per prendersi cura dei primi animali. I primi abitanti del bosco sono stati i capretti Gina e Rina, da cui è iniziata una storia fatta di dedizione, rispetto e amore per la natura. Da allora Alessio non ha più smesso. Ha piantato paletti, costruito rifugi, creato ripari e accolto animali destinati all’abbandono. Anche nei momenti più difficili la sua famiglia ha continuato con determinazione a prendersi cura degli animali, mantenendo vivo quel piccolo mondo costruito con pazienza e passione.

Da quella forza è nato il Bosco del Fauno: un luogo dove ogni animale ha un nome, una storia, una voce. Le protagoniste sono soprattutto le caprette, straordinariamente socievoli e affettuose, capaci di correre incontro ai bambini come se li aspettassero. Con il tempo sono arrivati anche i cavalli, i gatti della grande colonia, le oche, i maialini e gli uccellini che ogni mattina fanno “il tè” nelle casette costruite e decorate da Giuliana, dal Fauno, dai bambini e dagli amici del boscoGiuliana è la voce narrativa del luogo: con dolcezza racconta le storie del Fauno, trasmettendo ai visitatori — grandi e piccoli — il valore del rispetto per la natura e per gli animali.

Il Fauno, custode del Bosco, veglia silenziosamente su questo luogo speciale e su tutte le creature che lo abitano, ricordando a chi arriva che la natura va osservata con rispetto, lentezza e meraviglia.

Accanto a lei c’è Alessio, oggi 27 anni, il cuore operativo dell’azienda: un ragazzo empatico e competente che, con l’esempio, mostra ai visitatori come avvicinarsi agli animali con delicatezza, cura e umiltà. L’esperienza — sempre su prenotazione — è intima e misurata: piccoli gruppi, tempi lenti, nessuna forzatura. Bambini e famiglie possono esplorare Nidolandia (dove gli uccellini depongono le uova colorate) e scoprire le farfalle che tornano all’alba, colorando il bosco come un piccolo arcobaleno di ali.

Il Bosco del Fauno è anche un luogo di produzione: qui nascono prelibatezze casearie, in particolare formaggi di capra, realizzati con cura e nel rispetto degli animali e del ritmo naturale della terra.E per chi vuole fermarsi più a lungo, il bosco offre anche spazi ombreggiati per pic-nic, per vivere la natura con calma, mangiare all’aperto e respirare un tempo che altrove non esiste più.

Nel Bosco del Fauno non si incontrano animali:
si incontrano anime.
E ognuna lascia un segno.

Servizi disponibili:

Animali ammessi Centri visita Da vedere Diversamente abili Mangiare Foto Prodotti tipici

Curiosità

• Le prime abitanti del bosco sono state caprette Gina e Rina.

• Il Fauno, figura centrale del progetto, si mostra solo a chi rispetta davvero gli animali”, trasformandolo in un simbolo educativo potentissimo.

• Ogni casetta per uccellini e farfalle è decorata dai bambini e dal Fauno, che tornano anno dopo anno per aggiungere nuovi colori. 

• Gli uccellini hanno un rito quotidiano: al mattino “fanno il tè” nelle cassette. Le famiglie possono fare colazione o picnic nel bosco, ai tavoli in legno sotto alberi secolari, immersi davvero nella natura.

• Molti bambini “adottano” una capretta e ricevono aggiornamenti sul suo stato, creando un legame affettivo che dura nel tempo.

 

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