A Pietrelcina, maggio non è soltanto una stagione: è un rito collettivo che profuma di terra bagnata, cucine accese e tradizioni tramandate da secoli. Nel borgo natale di San Pio, la 46ª Sagra del Carciofo rappresenta oggi uno degli eventi gastronomici più importanti del Sud Italia, capace di fondere spiritualità, agricoltura e identità territoriale in un’unica esperienza. Il Carciofo di Pietrelcina, riconosciuto Presidio Slow Food, cresce nei terreni argillosi e profondi della Valle del Tammaro, dove l’umidità del fiume e il particolare equilibrio climatico permettono alla pianta di sviluppare una tenerezza straordinaria senza necessità di irrigazione intensiva. È un carciofo privo di spine, delicato e carnoso, che deve la sua qualità anche a tecniche agricole antichissime come la “scarducciatura”: un intervento manuale attraverso cui gli agricoltori selezionano i carducci migliori affinché tutta l’energia della pianta venga concentrata nella “mammarella”, il capolino centrale più pregiato. Durante la raccolta avviene poi l’“ammazzamento”, pratica che lega i carciofi in mazzetti utilizzando i “vinchi”, giunchi naturali raccolti lungo il Tammaro, in un perfetto esempio di sostenibilità rurale tramandata nel tempo. Già nella metà dell’Ottocento, un prefetto barese descriveva il carciofo di Pietrelcina come una delle eccellenze agricole più preziose dell’area sannita. Oggi quella storia continua attraverso la candidatura al marchio nazionale “Sagra di Qualità” dell’UNPLI: gli ispettori valutano sicurezza, organizzazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio, trasformando la sagra in una vera certificazione d’eccellenza turistica. Durante la manifestazione, il Parco Colesanti — cuore operativo della sagra e area completamente coperta da tendostruttura — ospita degustazioni, eventi gastronomici e migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. Gli appuntamenti iniziano con l’“Apericarciofo” in Piazza SS. Annunziata, in programma il 25 e 26 aprile e dall’1 al 3 maggio dalle ore 11:00, tra brindisi, street food e degustazioni veloci dedicate al carciofo sannita. Il 2 maggio il festival ospita uno degli eventi più attesi: la Pizza PuCynara firmata da Franco Pepe, presentata ufficialmente alle 18:30 e servita negli stand dalle ore 20:00. Nei weekend conclusivi, invece, i menù degustazione celebrano il lato più autentico della cucina contadina con carciofi indorati e fritti, pasta al ragù di carciofo, spezzatini tradizionali e specialità locali che raccontano il Sannio attraverso ogni piatto.
Curiosità (Lo sapevi?)
I “vinchi” utilizzati per legare i carciofi vengono raccolti ancora oggi lungo le rive del fiume Tammaro. La loro elasticità naturale permette di preservare freschezza e struttura del prodotto senza utilizzare materiali artificiali.

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